martedì 27 marzo 2007

yet?

lo giuro
ce la stavo quasi facendo
volevo leggere da sola a casa, stasera, volevo lasciare tutto fuori dalla porta ed ascoltare il suono dolce e sensuale della lingua che preferisco, della lingua con cui più mi piaccio di giocare e sussurrare, quell'idioma sottile e dubbioso, che sembra sempre di sapere cosa vuoi, dove vuoi arrivare, quando ti senti esprimerti così.
Voltaire, traitè sur la tolerance.

"on oublie bientot.."(non so come fare il circonflesso, non è che sono ignorante..)

e sempre il mal di mare, qualche giorno riesci ad illuderti di aver trovato un biglietto in prima classe, di poter stare sul primo ponte, poi scopri che, se guardi bene, stai in terza, e non ce n'è, lì sei e lì resti, e non hai neanche gli oblò per vedere i pesci arcobaleno.

j'y suis, j'y reste, et je le dis sans compteste.

solo..in terza classe di regola si balla, si canta, ci si abbraccia e si esorcizza, siamo allenati a farlo, siamo gai del farlo, siamo vivi così, in un modo che in prima classe non c'è, in un mondo che la prima classe se la prende, solo che...
se smettiamo di farlo io non ci sto.

I'm lost but I'm not stranded yet..?

1 commento:

Anonimo ha detto...

c'hai provato, e poi, cos'è successo?
...
bella la scala a 5 euro, vestiti normali in mezzo all'olezzo profumato dei signori, pieni di pensieri, vicini agli immigrati fuori, vicini a casa, la nostra, vicini al nonno, inguaribile, meraviglioso milanese che mi porta davanti ad un emozionante, pieno, kandiskiji al neon blu.
e penso al kunsthinstorische, al mumok, alla galleria d'arte moderne, alle tue poesie, all'importanza di quest'educazione sentimentale che ti rande così dolce, che ci rende così aperti.

ti bacio angioletto su una macchina tornante